IL CORAGGIO DI CAMBIARE

Abbiamo già fatto riferimento al Braille, l’unico sistema di scrittura e lettura per ciechi diffuso in tutto il mondo e adattato a tutte le lingue, compreso il Cinese. Scopriamo qualcosa di più su questa invenzione che ha cambiato la vita di tante persone non vedenti e sul suo geniale ideatore.

Louis Braille nasce il 4 gennaio 1809 a Coupvray, non lontano da Parigi, e ancora bambino perde l’uso di entrambe gli occhi a causa prima di un incidente domestico e in seguito di una infezione. La sua caparbietà e il suo coraggio lo portano tuttavia a non arrendersi alle difficoltà. All’età di 10 anni inizia a frequentare l’Istituto reale dei ciechi e conosce la lettura attraverso il tatto, il cosiddetto metodo Valentin Haüy: i caratteri sono gli stessi usati per la stampa, messi in risalto da un filo di rame collocato sulla facciata opposta del foglio, che il polpastrello dell’indice riconosce al tatto. Un metodo sicuramente innovativo ma che non insegna a scrivere. Appena 10 anni dopo, dopo una visita nel suo istituto da parte di un militare che illustra ai ragazzi un metodo per trasmettere messaggi in rilievo usato dalle forze armate per i dispacci notturni, Braille inventa il metodo basato sui sei punti, conosciuto universalmente anche oggi come “alfabeto Braille”, un sistema che finalmente permette sia di leggere che di scrivere.

La scrittura Braille si basa essenzialmente su un particolare codice alfabetico che comporta da 1 a 6 punti posizionati in un ideale rettangolo di 3 punti di altezza e 2 di lunghezza, all’interno di uno spazio corrispondente a quello del polpastrello del dito indice. Per la scrittura utilizza fogli di carta pesante, poggiati sopra un tavoletta di ferro, sulla quale scorre un regolo. Spostando il regolo vengono determinate le righe, una sotto l’altra. Si scrive con un punteruolo che solleva piccoli coni di carta rigida nel punto perforato: la combinazione dei punti, da uno a sei, viene punzonata con una disposizione costante, secondo una determinata collocazione nella fascia compresa tra due righe.

Pur rappresentando un’invenzione eccezionale, nata da una coraggiosa spinta al cambiamento, non è stata tuttavia accettata subito negli istituti per non vedenti poichè non se ne comprendeva l’utilità pratica rispetto al sistema di Haüy. Il Braille arrivò quindi a Parigi con una certa difficoltà e fu adottato solo progressivamente presso gli altri Istituti. Arrivò a Milano nel 1865, in Inghilterra intorno al 1868 e successivamente negli Stati Uniti dove, prima del Braille, si faceva uso del Sistema del Punto, o Sistema di New York, composto di tre file verticali di due punti.


CORPO E MENTE DI CORSA

Amici runner e non solo, sappiamo tutti che correre è un’attività che richiede l’uso delle gambe ma per farlo come si deve, fosse anche solo per divertirsi e stare bene, è indispensabile mettere di mezzo anche il cervello. Parliamo di cibo per la mente: ecco allora alcuni libri che potrebbero esserci utili, ciascuno per motivi diversi. A voi la scelta quindi, e buona lettura!

Andiamo a correre, Fulvio Massini

Una sorta di “Bibbia” per chi corre. Un libro semplice con consigli utilissimi e autorevoli a chi ha appena iniziato a correre, ma anche a chi già da un po’ colpisce le strade con le sue scarpe da running. Perché tutti possono correre: non solo gli sportivi, ma anche chi è alle prime armi, chi non è più giovanissimo o si trova un po’ fuori forma.

L’arte di correre, Haruki Murakami

Anche noto come “IL” libro, scritto nell’arco di tre anni, una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Per vedere la corsa in modo differente, ben oltre la semplice attività fisica.

Il ragazzo che cavalcava il vento. Storia di corsa e coraggio, di uomini nati per correre, Leonardo Soresi

Di come la corsa diventa uno strumento di rivalsa, libertà, espressione della propria identità e potenza. Dalla storia di Javier, indio messicano Tarahumara, il racconto della fatica e all’ebbrezza della corsa come tradizione antichissima e tratto fondamentale dell’identità.

Perseverare è umano. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. La lezione dello sport, Pietro Trabucchi

Un uomo e un libro che sono un’ispirazione, non solo per la corsa ma per ogni attività della vita.

Correre per vincere. La maratona, la mezza maratona e tutte le altre distanze. Programma di allenamento completo, Bob Glover e Pete Schuder

La guida ufficiale del “New York Road Runners Club”, ricco di tabelle e consigli per affrontare qualunque distanza dai 5K alla maratona, per tutti. Un libro per tutti coloro che non si accontentano solamente di correre “in salute e in allegria”.

 

 

 


Runner in vista fa il pieno di premi!

Il progetto Runner in Vista ha ricevuto il premio più prestigioso nell’ambito dei Centri Commerciali!
In occasione del CNCC Italy Awards, l’appuntamento annuale per i Centri Commerciali italiani, Runner in vista si è aggiudicato il Best of the Best e Best of Category!

Noi ne siamo davvero felici ed orgogliosi, ma il merito è soprattutto vostro, che con il vostro sostegno ci avete permesso di raggiungere questo grande risultato!

Continuiamo a correre insieme!

 


MA I NON VEDENTI FANNO TREKKING?

L’inverno è ormai arrivato e noi di Runner in Vista anche in questa stagione non rinunciamo alla corsa. A volte però amiamo prenderci una pausa dal rumore delle strade e saliamo di quota per godere del silenzio della montagna: in queste occasioni ci teniamo in allenamento facendo trekking!
Questa è un’attività sportiva tanto affascinante quanto faticosa.
Finire un percorso in montagna può essere difficile per una persona normodotata, la domanda quindi sorge spontanea: un non vedente può fare trekking?
La risposta viene altrettanto spontanea: SI!
Deve, però, prendere alcune misure aggiuntive.
Durante le nostre corse abbiamo imparato cosa significa essere una guida e correre fianco fianco di una persona.
In montagna accade la stessa cosa: nei sentieri più larghi si può camminare vicini prendendo come riferimento il braccio o lo zaino del compagno; quando il percorso diventa più stretto, invece, ci si appoggia allo zaino di chi è davanti. Fondamentale è il sostegno della guida che deve essere attenta a comunicare tutti i possibili ostacoli: buche, sassi, rami, anche la cosa più banale per una persona cieca può diventare pericolosa!
Come per ogni disciplina sportiva, l’importante è fare attenzione e avere spirito di condivisione.

Non ci resta che augurarvi “buona camminata!”.

Mandateci le foto dei sentieri di montagna che percorrete, le pubblicheremo sulla nostra pagina Facebook!


RUNNER SOTTO ZERO

Arriva il freddo, le giornate sono più corte e le condizioni ostili potrebbero ostacolare le nostre buone abitudini di runner. E’ importante quindi mettere in campo le giuste strategie per non diminuire o addirittura sospendere le consuete sessioni di corsa. Il segreto è sapersi adattare nella maniera migliore, a partire dall’abbigliamento. Ecco quindi alcuni pratici consigli:

– Vestiti tecnico ed aderente

Scegli capi di abbigliamento in materiale sintetico come poliestere, polipropilene o poliammide, che uniscono un gran livello di comodità a proprietà di elevata idrorepellenza, permettendo di allontanare il sudore dalla pelle e mantenere un comfort termico notevole. Evita assolutamente il cotone, che assorbe il sudore e si raffredda rapidamente. E ricorda che è importante che siano aderenti al corpo, in modo da diminuire la quantità di aria tra la pelle ed il tessuto

– Proteggi mani e piedi


Le estremità sono un punto debole della corsa in inverno, soprattutto le mani. Usa dei guanti da corsa invernali ed evita i comuni guanti di lana, che lasciano passare troppa aria. Utilizza anche dei calzini invernali oppure un ulteriore paio di calzini, ma fai attenzione: devono essere ben saldi ed aderenti per evitare vesciche.

– Proteggiti dalla testa..

Oltre il 30% del calore viene disperso attraverso la testa. Per questo motivo può risultare utile indossare un berretto tecnico di tessuto traspirante che ti tenga caldo ma che permetta anche al sudore di evaporare in modo da non raffreddarsi. Un buff o scaldacollo ti può essere utile per protegge il collo e se l’aria è molto fredda puoi alzarlo fino a coprirti bocca e naso.

– ..ai piedi

Scegli calzini lunghi o corti, poco importa, tanto i pants coprono le caviglie. Le scarpe che usi di solito vanno benissimo, meglio ancora se ne hai un paio con una mesh meno traspirante di quelle che usi d’estate.

– Non rimanere bagnato

Una volta finito di correre, la temperatura corporea si abbassa rapidamente, specie se sei bagnato e c’è vento. Cambiati subito nei primi minuti di stop, quando ancora non avverti la sensazione di freddo, e organizzati in modo da poterti mettere velocemente degli abiti asciutti, magari gli stessi con cui hai fatto il riscaldamento.

In generale, ricorda che è normale avere freddo all’inizio della corsa. Dopo i primi minuti il calore generato dal corpo, unito ad un vestiario tecnico saranno sufficienti: la temperatura corporea percepita quando corri è circa 10°C più alta di quella reale, quindi se fuori ci sono 0°C comunque ne percepirai 10 dopo un po’ che corri. Meglio non esagerare quindi, e l’importante è non fermarsi mai!


NESSUN LIMITE ALLO SPORT

Noi di Runner in Vista ci impegniamo ogni giorno a far sì che lo sport sia davvero di tutti, che nessuna disabilità possa diventare un ostacolo per chi ama l’attività sportiva.
Fortunatamente non siamo soli: oggi scopriamo insieme quando è avvenuta la nascita dello sport per disabili in Italia e i successivi sviluppi e riconoscimenti.

In Italia lo sport per persone con disabilità nacque nel 1957 grazie al dottor Antonio Maglio, primario del Centro Paraplegici di Ostia “Villa Marina”, che applicò il “metodo Guttmann” e fu il promotore dei giochi di Roma del 1960.
Nel 1974, si costituì l’Associazione Nazionale per lo sport dei paraplegici (Anspi) e, dal 1978, la Federazione Italiana Sport handicappati (FISHa) tentò di stabilire un rapporto con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che si realizzò nel 1981.
Il CONI nel 1987 decretò: FISHa, Federazione Sportiva Nazionale, FICS (Federazione Italiana Ciechi Sportivi) e la FISSi (Federazione Italiana Sportiva Silenziosi Italiana), unite poi nel 1990 nella Federazione Italiana Sport Disabili (FISD).
Nel 1996, il movimento sportivo dei Silenziosi si scorporò dalla FISD, poiché il Comitato Internazionale Sport Silenziosi non aderiva a principi e programmi Olimpici e Paralimpici. Nel 2003, una legge nazionale ha tramutato la Federazione Italiana Sport Disabili in Comitato Italiano Paralimpico (CIP), ente con valenza sociale, distributore di benessere e responsabile di: svolgimento e pratica sportiva da parte della popolazione disabile, a qualunque livello e per qualsiasi tipologia di disabilità, deputato a riconoscere e coordinare le federazioni, le organizzazioni e le discipline sportive riconosciute dall’IPC e dal CIO.


IN ALLENAMENTO CON LA ZUCCA!

Protagonista dell’autunno è la zucca.
Oltre ad essere buonissima, lo sapete che è anche ricca di sostanze nutritive e può dare un enorme contributo al nostro allenamento?

Ecco perché:

  • aiuta a mantenere in buona salute gli occhi;
  • contiene molto potassio, è perfetta quindi contro i crampi muscolati post-allenamento;
  • è ricca anche di manganese e di zinco. Il manganese aiuta a mantenere in forma le articolazioni e agisce come antiossidante, mentre lo zinco aiuta il sistema immunitario a combattere le infezioni;
  • i semi di zucca sono ricchi di magnesio e aiutano a calmare i dolori muscolari e a sintetizzare l’ATP, la molecola che fornisce l’energia necessaria per quasi tutte le forme di lavoro del nostro corpo;
  • sempre i semi, sono molto più proteici rispetto ad altra frutta secca come mandorle e noci: perfetti da mangiare prima di una gara lunga o un allenamento impegnativo!

Questa è la stagione ideale per sbizzarrirsi in mille ricette a tema zucca, o per sgranocchiare qualche seme durante la giornata!


PER CORRERE ANCHE AL BUIO, AL MEGLIO

Nei nostri articoli abbiamo parlato spesso della possibilità di correre al buio. Ma cosa accade esattamente al nostro corpo quando escludiamo la possibilità di affidarci alla vista?

La propriocezione è l’abilità del corpo di trasmettere il senso della posizione indipendentemente dalla vista, analizzare l’informazione e reagire allo stimolo con un movimento appropriato.

I recettori coinvolti sono i fusi neuromuscolari, i recettori cutanei e delle capsule articolari e gli organi del Golgi. E’ l’insieme di questi recettori ad inviare ai centri nervosi tutte le informazioni sullo stato di tensione di muscoli, legamenti e capsule articolari per effettuare movimenti coordinati e meno faticosi. Ed è il sistema che ne deriva a regolare la postura. Un sistema di fondamentale importanza da cui dipende anche la prestazione di qualsiasi runner o sportivo, vedente e non, e che sarebbe sempre bene mantenere in allenamento in modo da aumentare la padronanza del proprio corpo e prevenire futuri traumi.

Numerosi sono sia gli attrezzi che gli esercizi per la ginnastica propriocettiva, come ad esempio le tavolette Freeman e Bosu, ma anche più semplicemente esercizi di facile portata per tutti, come la discesa laterale da un gradino su superficie instabile a occhi chiusi con mani incrociate al petto e gli affondi frontali con l’arto anteriore su un cuscino ad occhi chiusi. Per meglio percepire gli stimoli che ci arrivano dall’ambiente esterno, diventandone consapevoli.

Per i runner professionisti bisogna poi curare particolarmente la “Core Stability“, cioè la presenza dei muscoli addominali e paravertebrali necessari a controllare il movimento della corsa. Gli esercizi di tecnica di corsa più importanti sono: skip con diversa ampiezza e velocità; esercizi di calciata per migliorare la spinta dei piedi; esercizi di doppio impulso; saltelli su una o entrambe le gambe. In pratica per correre al meglio evitando traumi e pause dall’allenamento bisogna integrare la preparazione agonistica con esercizi di Core Stability, di Propriocettività e di Tecnica di corsa.


Integratori: cosa sono e come usarli?

Gli integratori sono prodotti di origine alimentare utilizzati dagli sportivi, ma non solo, per supplementare l’alimentazione in alcune circostanze, utilizzando nutrienti presenti naturalmente nel cibo, ma in forma concentrata e selezionata.
Hanno la sola funzione di ottimizzare le proprie prestazioni e non potenziarla: in quest’ultimo caso, infatti, si parla di doping.

Come scegliere l’integratore più adatto al nostro corpo?
La scelta dipende dalla nostra alimentazione, dal tipo di allenamento, ma anche da quale obiettivo vogliamo raggiungere, facendo anche riferimento a un medico o a un nutrizionista.

In particolare:

  • per coprire il fabbisogno energetico occorrono principalmente i carboidrati;
  • per la sintesi muscolare occorrono proteine e aminoacidi;
  • per il recupero delle riserve idrosaline acqua e sali minerali;
  • per il recupero dello stress ossidativo e della produzione di radicali liberi occorrono i polifenoli;
  • per il controllo dello stato infiammatorio gli acidi grassi polinsaturi.

Importante, lo ricordiamo, in ogni tipo di allenamento, è l’assunzione di liquidi e sali minerali.

E voi? Fate uso di integratori? Se sì, in quale fase dell’allenamento?


IL PREMIO BRAILLE 2017

E’ giunto alla sua ventiduesima edizione il Premio Louis Braille, uno degli avvenimenti più importanti per l’UICI. Quest’anno il riconoscimento è stato conferito mercoledì 20 settembre, al Teatro Brancaccio di Roma, a Fulvio Giardina, presidente del CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi) e a Gioia Ghezzi, presidente di FSI (Ferrovie dello Stato Italiane).

Il premio, intitolato all’inventore del prezioso sistema di scrittura e lettura per non vedenti, ancora oggi più che mai attuale, viene assegnato dall’UICI a persone e istituzioni che si siano distinte per la capacità di aumentare l’inclusione sociale e culturale dei ciechi e degli ipovedenti e di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita, lavoro e studio.

Il Dott. Fulvio Giardina, si è distinto per aver consentito, grazie alla professionalità e all’esperienza dei propri iscritti, la realizzazione di progetti di sostegno psicologico rivolti alle persone cieche ed ipovedenti ed alle loro famiglie.

La Dr.ssa Gioia Ghezzi, Presidente Ferrovie dello Stato Italiane, per l’attenzione dimostrata dalle strutture del Gruppo FS verso le persone con disabilità visive e, in particolare, per la quotidiana attività di assistenza svolta con sensibilità nelle stazioni dal personale delle Sale Blu di RFI e, a bordo dei treni, dal personale di Trenitalia.