Quanto guadagna un giocatore di baseball

Quanto guadagna un giocatore di baseball

Ottobre 4, 2021 0 Di Giuseppe

Il guadagno di un giocatore di baseball

Il baseball è uno degli sport più praticati in America. Vanta milioni di praticanti e tifosi nel solo territorio degli Stati Uniti, questo subito fiancheggiato dal Canada, il Giappone (in cui è uno degli sport nazionali, assieme al calcio) e al Messico. In questi paesi, lo sport che è il softball ha assunto con il tempo il volto di un business fruttante in milioni e milioni di introiti.

Il pubblico lo segue con passione e accompagna la propria squadra del cuore, sugli spalti o in televisione, in ogni partita che disputa. In più, è oltremodo raro che le tifoserie avversarie incorrano in dispute violente come, invece, talora accade in altri sport, come ad esempio  il calcio. Da un simile punto di vista, sarebbe lecito asserire che il softball è una della attività sportive più pacifiche dei giorni odierni, benché non goda di una grande fama.

I giocatori di baseball svolgono allenamenti e preparazione alla stregua di ogni altro atleta professionista del settore: nonostante possa sembrare una precisione non necessaria e forse scontata, in realtà mette in risalto un fondamentale, ovvero che i praticanti agonistici immersi appieno nella disciplina, non hanno nulla da invidiare, atleticamente e tatticamente parlando, a chi dedica il proprio tempo a uno sport più blasonato.

 

Quanto guadagna un giocatore di baseball?

È una domanda che le persone aventi una certa dimestichezza nella disciplina, si chiedono spesso. Purtroppo, in Italia, il baseball non è uno sport assai praticato; sarebbe giusto asserire, infatti, che la Serie A1 italiana non è altro che una lega dilettantistica che si prefigge, come scopo principale, quello di far conoscere a un numero sempre maggiore di individui la pratica che è il softball.

Ovviamente, è impossibile che un giorno il baseball spodesti il calcio dal suo trono d’oro e banconote, ma è pur vero che sta lentamente acquisendo un numero crescente di appassionati, probabilmente anche “spinti” dalla visione di qualche match estero particolarmente intenso.

Per quel che concerne i guadagni, bisogna fare una distinzione necessaria al fine di comprendere in quale condizione versi la disciplina italiana del softball.

La MLB (Major League Baseball) americana smuove un capitale annuo di circa 10 miliardi di dollari: una cifra astronomica e che, con ogni probabilità, riesce a superare quella affibbiata al calcio statunitense. Infatti, negli Stati Uniti, il calcio è certamente praticato da una buona parte della popolazione, ma allo stesso modo, non corrisponde totalmente agli interessi sportivi dei cittadini a stelle e strisce, i quali preferiscono hockey, baseball, football e basket al “soccer”.

Pertanto, un giocatore di MLB guadagnerà molto, molto di più rispetto a un giocatore di baseball italiano. Per quel che concerne l’Italia, infatti, il campionato dello sport -stanziatosi su di un livello dilettantistico- è amministrato dalla FIBS (federazione italiana baseball softball) e non gestisce di certo un giro di affari pari a quello della lega americana!

La “colpa” non è attribuibile alla FIBS, né alle squadre che disputano il campionato; semplicemente, il baseball in Italia non è ancora riconosciuto come sport di intrattenimento nazionale.

A causa di ciò, gli stipendi dei giocatori italiani non arrivano a tangere le cifre faraoniche degli americani. Infatti, il membro di ciascuna squadra arriva a guadagnare circa 15mila o 20euro l’anno, dunque percependo un salario approssimabile al medesimo di un normale lavoratore/operaio.

L’altra faccia della medaglia, dunque rivolta all’America, permette ai giocatori di softball di guadagnare milioni annui. Attualmente, il professionista più pagato della lega statunitense è Mark Tout, il quale percepisce 36 milioni di dollari annui (da capire, tuttavia, se netti o lordi).

Qualora il valore della serie A1 italiana dovesse essere riconosciuto anche dalle televisioni, magari da un emittente satellitare e di buona fama, l’attuale salario dei giocatori potrebbe evolversi per il meglio.

 

Conclusioni 

Il tempo è denaro ed è questo il valore cardine di cui necessita il baseball italiano per giungere a dei buoni livelli di riconoscimento. Raggiungere e superare il calcio è un’impresa impossibile, ma “accontentarsi”, in questo caso, di eguagliare sport come basket e pallavolo non sarebbe un male per la FIBS, anzi.

Tutto, però, dipende dalla quantità di denaro che le squadre saranno disposte a investire nello sport, benché nessun introito, a prescindere dalla posizione in campionato (un campionato dilettantistico non ammette premi in denaro di alcun tipo) è ottenibile dalle società.